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Il nuovo governo, capitanato dal premier Mario Monti, ha previsto delle nuove manovre atte a recuperare molte di quelle finanze che serviranno allo Stato per tornare in una situazione economica migliore di quella in cui ci stiamo imbattendo in questi anni.

Una delle tasse che questo governo ha proposto è quella dell’IMU (Imposta Municipale Unica). In realtà, il termine migliore sarebbe “riproposto”, in quanto questa tassa era già presente in precedenza, sotto il nome di ICI (Imposta Comunale sugli Immobili).

Questa modifica, ovviamente, ha provocato uno scontento da parte di quella classe di soggetti che avevano sfruttato i loro risparmi per investire negli immobili, in quanto il cosiddetto “investimento del mattone” era uno dei più sicuri fino a quel momento (poiché gli immobili sono beni che accrescono il loro valore con il passare del tempo senza dover essere in ansia per un qualsiasi tipo di indice o percentuale).

Veniamo ora all’analisi di questa imposta.

Questa nuova tassa viene calcolata utilizzando moltiplicatori e le rendite catastali che sono cresciuti del 60%.

Dunque, la rendita catastale, rivalutata di recente e utilizzata come base per il calcolo, sarà affiancata da vari moltiplicatori che cambiano in base a determinate condizioni. Abbiamo il moltiplicatore 160 per tutti gli immobili che si trovano nel gruppo catastale A, B o C; moltiplicatore 80 punti percentuali per gli immobili collocati nella categoria D; moltiplicatore 60 per tutti gli immobili che fanno parte della categoria B/1.

Molte delle testate giornalistiche che trattano l’economia hanno già previsto degli aumenti molto forti per quanto riguarda tutti gli immobili che non sono considerati prima casa. Ad esempio, chi possiede un’attività lavorativa come un negozio dovrà far fronte ad un aumento di circa un centinaio di euro, mentre per un secondo immobile da utilizzare come appartamento si arriverebbe a pagare in più anche 400 euro circa.

Questa nuova tassa sugli immobili viene applicata in via sperimentale in questi futuri 3 anni, mentre dal 2015 diventerà una imposta permanente.

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